Questi disturbi non dipendono esclusivamente dall’acidità gastrica o da un alimento in particolare, ma possono essere legati a diversi fattori: alimentazione, postura, respirazione e alterazioni del microbiota intestinale (disbiosi).
Al Centro Medico Integrato di Melzo affrontiamo questi disturbi gastrointestinali, durante i cambi di stagione, con un approccio multidisciplinare, che coinvolge diversi professionisti per migliorare la salute digestiva e la qualità della vita.
Perchè il reflusso può peggiorare in primavera?
Molti pazienti riferiscono un peggioramento dei sintomi gastrointestinali durante i cambi di stagione, soprattutto con l’arrivo della primavera. Alcuni studi epidemiologici suggeriscono che fattori ambientali e cambiamenti nello stile di vita possano influenzare la comparsa dei disturbi digestivi. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19826247/)
Il reflusso gastroesofageo (il cui acronimo è MRGE) si manifesta quando il contenuto dello stomaco risale nell’esofago causando sintomi quali:
- bruciore retrosternale;
- rigurgito acido;
- nausea;
- gonfiore addominale;
- digestione lenta;
- alterazione della regolarità intestinale.
Tra i fattori che predispongono e favoriscono il reflusso troviamo:
- alimentazione irregolare e sbilanciata;
- stress fisico e psicologico;
- ritmi frenetici di vita;
- sedentarietà;
- tensioni muscolari e diaframmatiche;
- aumento della tensione addominale.
Per questo motivo, un intervento realmente efficace richiede una strategia integrata che coinvolga diverse figure sanitarie.
Diagnosi medica e il ruolo del gastroenterologo
Il primo passo nella gestione del reflusso è sempre una valutazione medica accurata.
Il gastroenterologo definisce il quadro fisiopatologico analizzando:
- storia clinica (anamnesi);
- frequenza e intensità dei sintomi;
- fattori di rischio;
- eventuali segnali di allarme;
abbinando, in alcuni casi, esami diagnostici come:
- gastroscopia;
- valutazione della presenza di Helicobacter pilori;
- pH-metria esofagea;
- esami funzionali digestivi.
Tra gli esami utilizzati nella valutazione dell’addome può essere presente anche l’ecografia addominale, utile per escludere altre condizioni che possono contribuire ai disturbi digestivi come: peritonite, meteorismo (o gonfiore addominale), stipsi o stitichezza.
Se vuoi approfondire questo esame puoi leggere anche l’articolo dedicato su ecografia addominale e quando è utile nella diagnosi medica.
Questa fase diagnostica permette di costruire un percorso terapeutico efficace coinvolgendo il biologo nutrizionista per impostare una dieta per il reflusso.
Dieta per reflusso e MRGE: il ruolo del nutrizionista
L’alimentazione rappresenta, dopo la diagnosi, uno dei pilastri nella gestione del reflusso gastroesofageo. (come si può leggere in questo articolo di approfondimento DIETA PER REFLUSSO)
Il biologo nutrizionista individua:
- alimenti trigger;
- abitudini alimentari scorrette;
- orari dei pasti;
- quantità delle porzioni;
- qualità della scelta degli alimenti
- abbinamento degli alimenti nei singoli pasti.
Diversi studi scientifici indicano che modifiche dello stile alimentare possono contribuire a migliorare i sintomi del reflusso https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36513474/
Ad alcuni pazienti è utile affiancare un’integrazione di fermenti lattici (probiotici), soprattutto quando sono presenti sintomi come: gonfiore addominale e digestione lenta, che possono suggerire una possibile alterazione del microbiota intestinale. (Per approfondimenti sull'integrazione di fermenti o probiotici: https://www.ilbiologonutrizionista.net/alimentazione/probiotici-prebiotici/
In questi casi è utile approfondire il ruolo del microbiota e della disbiosi intestinale, una condizione che può influenzare digestione, infiammazione e benessere generale.
(Se vuoi approfondire questo argomento puoi leggere anche l’articolo dedicato a microbiota e segnali della disbiosi intestinale.)
Osteopatia e reflusso
Nel reflusso gastroesofageo il diaframma svolge un ruolo importante nella stabilità dello sfintere esofageo inferiore.
L’osteopata può valutare:
- mobilità dei diaframmi (diaframma toracico e diaframma pelvico in particolare);
- tensioni toraciche;
- tono del sistema ortosimpatico e parasimpatico (vago in particolare);
- postura;
- mobilità viscerale.
Tecniche manuali mirate possono aiutare a migliorare la meccanica respiratoria e ridurre eventuali tensioni che influenzano la funzione digestiva.
Uno studio clinico ha osservato miglioramenti dei sintomi del reflusso dopo trattamento manuale osteopatico https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31635110/
Il trattamento osteopatico è inserito in collaborazione con il medico e con gli altri professionisti del centro per garantire un approccio integrato.
Il trattamento manuale osteopatico punta a migliorare la qualità dei tessuti, legamenti e sfinteri in particolare, che sostengono i visceri oltre che valutare trattare e modulare il noto neurovegetativo (del sistema nervoso autonomo) lavorando in proiezione di nervi quali il nervo vago, i gangli mesenterici. Oltremodo il lavoro osteopatico aiuta il sistema vascolare ad avere performace migliori, favorendo così anche il lavoro metabolico per la persona.
In alcuni casi clinici osservati presso il Centro Medico Integrato di Melzo, pazienti con sintomi di reflusso gastroesofageo hanno mostrato un miglioramento della sintomatologia quando il trattamento osteopatico è stato integrato con un piano nutrizionale personalizzato. Tali risultati sembrano essere correlati alla capacità del trattamento di adattarsi alla risposta fisiologica individuale, in un contesto multidisciplinare
Attività fisica e pilates per reflusso e salute digestiva
L’attività fisica regolare è associata a una minore prevalenza di reflusso gastroesofageo (https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11282378/)
I professionisti delle scienze motorie possono aiutare a migliorare:
- postura;
- attività fisica;
- mobilità toracica;
- respirazione;
- muscolatura.
Il Pilates rappresenta un’attività particolarmente utile perché integra movimento, coordinazione e controllo della respirazione. www.bg-care.com
Attraverso esercizi mirati è possibile migliorare la funzione diaframmatica e la consapevolezza del corpo, fattori che possono contribuire a ridurre alcuni disturbi digestivi e modulare il sistema neurovegetativo.
Stress, ansia e asse intestino-cervello nel reflusso
La ricerca scientifica ha dimostrato l’esistenza di una comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello, chiamata asse intestino cervello.
Stress e ansia possono influenzare:
- motilità intestinale;
- sensibilità digestiva;
- percezione dei sintomi.
La psicoterapia, il coaching e il counseling aiutano il paziente a sviluppare strategie per migliorare la gestione dello stress e modificare alcune abitudini quotidiane. Spesso, in problematiche gastriche e intestinali, è utile abbinare anche il percorso con un piano nutrizionale mirato.
Un percorso di supporto psicologico può essere utile per migliorare la consapevolezza e favorire cambiamenti nello stile di vita.
(Per approfondire il ruolo di questi percorsi è possibile leggere anche l’articolo dedicato al coaching e counseling integrato nella gestione del cambiamento personale.)
Biofeedback, PPG e respirazione diaframmatica
Tecniche di biofeedback possono aiutare il paziente a migliorare la regolazione del sistema nervoso autonomo attraverso il monitoraggio della respirazione.
In alcuni percorsi terapeutici, al Centro Medico Integrato, usiamo il PPG (fotopletismografia) per monitorare nel tempo le variazioni del flusso sanguigno periferico, la variabilità della frequenza cardiaca e il cambiamento dei valori legati al sistema nervoso autonomo che sono il riflesso della capacità di adattarsi a cambiamenti esterni come: dieta, terapia manuale ed attività fisica.
Questo sistema permette di monitorare in tempo reale:
- risposta allo stress;
- adattamento;
- efficacia delle tecniche di respirazione
Attraverso il biofeedback il paziente può imparare a riconoscere e modulare le proprie risposte fisiologiche.
Uno studio clinico ha mostrato che il training respiratorio con biofeedback può contribuire a migliorare alcuni sintomi del reflusso https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26227494/
Queste tecniche vengono spesso integrate con il lavoro di psicoterapia, osteopatia con la PEMF e dal biologo nutrizionista (attraverso il PPG).
PEMF come supporto nel reflusso e benessere generale
La tecnologia PEMF (campi elettromagnetici pulsati) viene utilizzata in diversi ambiti riabilitativi.
Nel contesto digestivo non rappresenta un trattamento primario per il reflusso, ma può essere utilizzata come supporto per migliorare il rilassamento e la regolazione dello stress. In studio, l’osteopata Montefiori la utilizza durante il trattamento osteopatico.
Studi scientifici suggeriscono effetti positivi della tecnologia PEMF per la modulazione del sistema nervoso autonomo.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39972609/
All’interno di un percorso multidisciplinare può contribuire a migliorare il benessere generale del paziente. osteopata montefiori matteo
L’importanza dell'approccio integrato
Il reflusso gastroesofageo è una condizione complessa che spesso dipende da più fattori.
Per questo motivo al Centro Medico Integrato di Melzo il trattamento può coinvolgere diversi professionisti:
- Medico gastroenterologo;
- tecniche di biofeedback e regolazione autonomica;
- Biologo nutrizionista;
- Osteopata;
- Psicoterapeuta, coach e counselor;
- Scienze motorie.
L’obiettivo è migliorare i sintomi digestivi e la qualità della vita attraverso un percorso personalizzato.
FAQ – DOMANDE FREQUENTI SUL REFLUSSO
Il reflusso può peggiorare in primavera?
Alcune persone riferiscono un aumento dei sintomi (gonfiore, acidità, reflusso, pesantezza, …) durante i cambi di stagione.
Lo stress può peggiorare il reflusso?
Lo stress non è una causa del reflusso, ma può amplificarne i sintomi
I probiotici possono aiutare nel reflusso?
Correggere la flora intestinale con l’alimentazione può non essere sufficiente. Per questo potrebbe servire un supporto con probiotici mirati, specifici e che devono essere valutati caso per caso.
Il Pilates è utile per il reflusso?
Il Pilates può aiutare a migliorare postura, respirazione diaframmatica e consapevolezza del corpo, fattori che possono influenzare positivamente
Quando è necessario rivolgersi al medico?
È importante consultare il medico se il reflusso è frequente, persistente o associato a sintomi come difficoltà nella deglutizione, perdita di peso o dolore toracico.