Nel nostro Centro Medico Integrato crediamo fermamente che la salute inizi dall’intestino.
Il microbiota influenza non solo la digestione, ma anche il sistema immunitario, l’umore e il benessere generale.
Attraverso un approccio integrato, coinvolgendo osteopata, nutrizionista, fisioterapista, medico ecografista, gastroenterologo, psicoterapeuta, coach, massoterapista, ortopedico , aiutiamo a prevenire e gestire la disbiosi, uno squilibrio del microbiota. Questo articolo divulgativo spiega che cos'è il microbiota, come riconoscere i segnali della disbiosi (alterazioni della peristalsi, gonfiori, stanchezza, cambi umore…) e cosa fare per ripristinarne l’equilibrio.

CHE COS’È IL MICROBIOTA E PERCHÉ È IMPORTANTE

Il microbiota intestinale comprende trilioni di microorganismi (batteri, virus, funghi e altre specie) che popolano tutto il tratto digestivo, dalla bocca all’ano.

Si stima che il microbioma umano sia composto da circa 3,8×1013 cellule, mentre le cellule del corpo umano sono 3×1013. Il peso dell’insieme di microorganismi può raggiungere anche i 2 kg. I principali batteri presenti sono Firmicutes e Bacteroidetes, che insieme rappresentano circa il 90 % della popolazione microbica.

La flora intestinale si sviluppa dalla nascita e si modella nel tempo in base a fattori esterni: dieta, stile di vita, uso di farmaci (soprattutto antibiotici), stress, ecc.

Una comunità diversificata e ben strutturata è essenziale per la salute e importanti funzioni fisiologiche: supporto immunitario, fermentazione di fibre, produzione di nutrienti (acidi grassi a catena corta, vitamina K…) e protezione contro patogeni. Una riduzione del numero e della diversità, mentre una riduzione della diversità (disbiosi) si associa a obesità, diabete, malattie infiammatorie intestinali e altre condizioni croniche

(Int J Mol Sci. 2022 Aug 24;23(17):9588).

 

COSA SUCCEDE QUANDO IL MICROBIOTA CAMBIA: LA DISBIOSI

La disbiosi è uno squilibrio nella composizione o nella diversità del microbiota, dovuta a fattori come dieta scorretta, stress, farmaci (soprattutto antibiotici), sedentarietà (Dig Liver Dis. 2019 Sep;51(9):1209-1213), patologie infiammatorie intestinali.
Questo squilibrio si collega a molte condizioni: sindrome dell’intestino irritabile, malattie infiammatorie intestinali, obesità, diabete, persino alterazioni dell’umore e malattie neurodegenerative.

Quando il microbiota compromette la barriera intestinale, aumenta la permeabilità (sindrome definita “leaky gut”), contribuendo a un’infiammazione sistemica cronica.

La peristalsi, movimento ritmico della muscolatura intestinale regolato dal sistema nervoso enterico, è cruciale perché favorisce il transito del cibo nell’intestino e previene stagnazioni e la proliferazione batterica anomala (Int J Mol Sci. 2022 Aug 24;23(17):9588)

 

COME ACCORGERSI DELLA DISBIOSI: SEGNALI E SINTOMI

I sintomi sono spesso vaghi ma indicativi:

  • Gonfiore addominale;
  • Gas e meteorismo;
  • Crampi addominali;
  • Alvo alterno: alternanza tra stipsi e diarrea;
  • Sensazione di pesantezza o affaticamento soprattutto post pasto;
  • Stanchezza e affaticamento durante la giornata;
  • Sonno disturbato e sbalzi di umore;
  • Peristalsi alterata.

In realtà non sono fastidi occasionali, ma veri e propri campanelli d’allarme che meritano attenzione, soprattutto se si presentano con una certa frequenza. Nel tempo questi segnali che il corpo manda , possono sfociare in sintomi e condizioni infiammatorie più complesse.

 

RUOLO DELL’OSTEOPATA: TRATTAMENTO VISCERALE E MOTILITÀ

L’osteopata interviene con tecniche viscerali che favoriscono la motilità e l’elasticità degli organi addominali, normalizzando flusso ematico, drenaggio linfatico e funzione autonoma, supportando così la peristalsi e l’equilibrio microbico.

Per ulteriori informazioni: trattamento osteopatico viscerale 

Per appuntamenti contattare l’osteopata Matteo Montefiori 

 

RUOLO DEL NUTRIZIONISTA: ALIMENTI CHE SOSTENGONO IL MICROBIOTA

Il nutrizionista è fondamentale nel consigliare una dieta con la presenza di fibre (mediamente circa 30 g/giorno), ma che oi sono da modulare a seconda della condizione; frutta, verdura e acqua favorendo la regolarità intestinale e nutrendo l’intestino e i batteri “buoni”.
In casi come IBS, la dieta low‑FODMAP può essere utile per ridurre la fermentazione intestinale e i sintomi.

Una dieta personalizzata e il monitoraggio costante permettono il miglioramento del microbiota e dei segnali di disbiosi

Per approfondire sul microbiota  www.ilbiologonutrizionista.net/alimentazione/microbiota-intestinale/

Per appuntamenti e ulteriori informazioni nutrizionista massetti

 

RUOLO DEL FISIOTERAPISTA: ESERCIZI PER IL TRANSITO INTESTINALE E IL CORE

L’attività fisica moderata e regolare è uno strumento riconosciuto per migliorare la motilità intestinale e ridurre i sintomi legati alla disbiosi o alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Studi clinici hanno mostrato come il movimento possa modulare la composizione del microbiota, aumentare la diversità batterica e ridurre l’infiammazione sistemica (Monda et al., Front Physiol, 2017).

Il fisioterapista, all’interno di un percorso multidisciplinare, ha un ruolo chiave: può guidare la persona con esercizi mirati che attivano la muscolatura addominale profonda (core), il pavimento pelvico e la muscolatura respiratoria, che sono strettamente collegati all’intestino e al movimento di peristalsi.

Esercizi utili per intestino e transito intestinale:

  • Respirazione: migliora la mobilità del diaframma e massaggia naturalmente i visceri, favorendo la peristalsi;.
  • Attivazione del trasverso dell’addome (deep core): contrazioni isometriche guidate aiutano a stabilizzare il tronco e a stimolare delicatamente gli organi addominali;
  • Plank modificato o “all fours” stability exercises: con adattamenti individuali, rinforzano il core senza sovraccaricare;
  • Mobilità pelvica (tilt ed esercizi di retroversione/anteroversione del bacino): migliorano il tono muscolare e riducono la stipsi;
  • Esercizi dinamici a bassa intensità (camminata veloce, cyclette leggera): supportano la motilità intestinale e riducono gonfiore e dolore addominale (Shivakumar et al., World J Gastroenterol, 2021).

Il fisioterapista, quindi, non solo previene l’inattività che rallenta il transito, ma offre strumenti concreti e personalizzati per migliorare la salute dell’intestino.

Per ulteriori informazioni e un programma di esercizi mirati dr.ssa Barbara Giusti e www.bg-care.com

RUOLO DEL MEDICO ECOGRAFISTA E GASTROENTEROLOGO

L’ecografia addominale (non invasiva) aiuta a identificare eventuali anomalie visibili (es. diverticoli, ispessimenti, stasi) che possono contribuire a disbiosi o sintomatologia gastrointestinale.

Il gastroenterologo, inoltre, valuta disturbi funzionali/organici, può prescrivere esami e test specifici (esami feci, breath test per SIBO, patch test, prick test, …), e gestisce eventuali patologie sottostanti.

Per informazioni contattare il Dr. Loprete Paolo; per ulteriori approfondimenti: ecografia

L’ASSE INTESTINO–MENTE

L’asse intestino‑cervello è bidirezionale: stress, ansia e depressione possono alterare la funzione intestinale e il microbiota, e viceversa i disturbi intestinali possono influenzare lo stato psichico.

RUOLO DEL COACH, PSICOTERAPIA E DEL MASSOTERAPISTA

  • Psicoterapista: il supporto psicoterapeutico aiuta a spezzare questo circolo vizioso, migliorando l’equilibrio psico-fisico;
  • Coach: accompagna il paziente in un percorso di stile di vita sano, sostenendo cambiamenti alimentari, attività fisica e riduzione dello stress;
  • Massoterapista: la terapia manuale relax può ridurre la tensione addominale e lombare, supportando il sistema nervoso autonomo e indirettamente migliorando la motilità.

 

RUOLO DELL’ORTOPEDICO

In presenza di patologie osteo-muscolari (es. lombalgia, rigidità), l’ortopedico valuta il quadro strutturale che potrebbe limitare l’attività fisica: intervenire precocemente può consentire il movimento e supportare quindi il transito intestinale.

 

CONCLUSIONE E INTERVENTO INTEGRATO

Il microbiota è un attore centrale della nostra salute: quando è in disbiosi, i segnali ci arrivano attraverso sintomi spesso sfuggenti.

L’approccio integrato coinvolge più professionisti: osteopata, nutrizionista, fisioterapista, medico ecografista/gastroenterologo, psicoterapeuta, coach, massoterapista, ortopedico che con può individuare le cause, intervenire efficacemente e ripristinare l’eubiosi. Diagnosi tempestiva, alimentazione mirata, esercizi, supporto psicologico e strumenti diagnostici sono tutti tasselli fondamentali di un percorso di cura completo.