Le onde d’urto rappresentano oggi una delle terapie più innovative e sicure per favorire la guarigione naturale dei tessuti, ridurre il dolore e accelerare il recupero funzionale. Nel Centro Medico Integrato sono utilizzate con successo in ortopedia, fisioterapia, medicina sportiva ed estetica, per stimolare i processi riparativi del corpo, migliorando in modo significativo la qualità della vita e della salute delle persone.
Scopri come funzionano, quando sono indicate e perchè la collaborazione fra professionisti sanitari è importante per la riuscita della terapia.

Onde d'urto: cosa sono, a cosa servono e quando si usano

Le onde d'urto sono terapie mediamente invasive che sfruttano onde acustiche, impercettibili e ad alta intensità. Sono irradiate da un'apposita sonda e si propagano tramite la superficie della pelle.

La percezione di invasività tipicamente riferita è di natura soggettiva, poiché la stimolazione meccanica può riferire dolore, comunemente limitato all’area stimolata fino al giorno successivo.

Sono indicate per il trattamento delle comuni infiammazioni muscolo-scheletriche e delle patologie di tendini e ossa.

Grazie alla loro azione stimolano l'attività metabolica nella zona-bersaglio  stimolando le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche dei tessuto accelerando il processo di guarigione.

Numerosi studi clinici hanno dimostrato che le onde d’urto extracorporee (ESWT – Extracorporeal Shock Wave Therapy) stimolano la rigenerazione dei tessuti tramite processi di neoangiogenesi, proliferazione cellulare e modulazione neurovascolare.

 

Chi PUÒ ESEGUIRe le onde d'urto?

Il trattamento con onde d’urto è una procedura sanitaria che deve essere eseguita esclusivamente da personale sanitario qualificato: medici fisiatri, ortopedici, fisioterapisti con formazione specifica nell’utilizzo delle sole onde d’urto radiali.

Prima di iniziare il trattamento, è fondamentale una valutazione medica-clinica approfondita, indispensabile per garantire efficacia e sicurezza. Nel nostro centro eseguita dal Dr. Loprete Paolo :

  • Anamnesi dettagliata: raccolta della storia clinica del paziente;
  • Esame obiettivo: valutazione funzionale e palpatoria della zona interessata;
  • Esami diagnostici mirati: ecografia (per osservare i tessuti molli), radiografia o risonanza magnetica (per escludere patologie strutturali gravi).

Solo attraverso questa analisi personalizzata è possibile individuare l’indicazione corretta, scegliere il tipo di onde (radiali o focali) e impostare un protocollo terapeutico su misura per il paziente.

Affidarsi a mani esperte non è solo una questione di risultato, ma di salute: una terapia eseguita in modo improprio può essere inefficace.

 

Differenza tra onde d'urto radiali e focali

Le onde d’urto si dividono in due grandi categorie: radiali e focali, che si differenziano per meccanismo, profondità d’azione e indicazioni.

Onde d’urto radiali: meno profonde, con energia distribuita in modo diffuso. Nel nostro centro eseguite dal Dr. Zaccagnino Nicola fisioterapista

  • Agiscono superficialmente (fino a 3-4 cm di profondità);
  • Sono più diffuse, a bassa intensità;
  • Indicate per trattare aree ampie e patologie superficiali (es. fascite plantare, epicondilite, cellulite);
  • Generalmente meno dolorose.

Onde d’urto focali (solo medico): penetrazione profonda, maggiore intensità energetica, precisione elevata.

  • Agiscono in profondità (fino a 12 cm);
  • Energia più concentrata e precisa;
  • Indicate per patologie più profonde o localizzate (es. tendinopatie calcifiche, disfunzione erettile);
  • Richiedono apparecchiature più sofisticate.

Entrambi i trattamenti possono essere efficaci, ma la scelta del tipo di onda d’urto, del numero di sedute dipende dalla diagnosi, dalla zona da trattare e dall’obiettivo terapeutico

 

COME SI ESEGUE LA SEDUTA E COSA SI INTENDE PER CICLO DI TERAPIA

Una seduta di onde d’urto dura in media 5–10 minuti e non richiede alcuno sforzo al paziente, il quale deve solo accomodarsi sul lettino.
È essenziale eseguire una valutazione medica accurata prima di iniziare il trattamento al fine di valutare indicazioni e controindicazioni.
Il fisioterapista individua la zona da trattare, applica un gel apposito e posiziona una sonda che, a diretto contatto con la cute, veicola le onde acustiche.
Il fisioterapista regolare l’intensità e la profondità durante la seduta, secondo il tipo di onda e l’indicazione ricevuta dal medico prescrittore e dalla risposta del paziente.

Un ciclo di onde d’urto richiede in media 3 sedute a cadenza settimanale, con la possibilità di aggiungerne ulteriori 1 o 2 sedute se risulta necessario. Sono indicabili trattamenti ripetibili fino a 3 volte nell’arco dell’anno, previa valutazione medica e clinica.

La collaborazione rende efficace l’applicazione delle onde d’urto

Nel Centro Medico Integrato, le onde d’urto possono integrarsi nel percorso terapeutico, che vede la collaborazione e l’integrazione di più professionisti sanitari:

  • Fisioterapista: esegue la terapia e accompagna il recupero funzionale;
  • Medico ortopedico/ medico ecografista: identifica la sede della lesione e prescrive il trattamento;
  • Osteopata: valuta le disfunzioni posturali associate;

Attualmente sono state utilizzate per trattare i seguenti casi:

Cuffia dei rotatori (spalla): le onde d’urto sono molto efficaci nel trattamento delle tendinopatie della cuffia dei rotatori, sia per quanto riguarda le tendinopatie inserzionali che quelle calcifiche. I tendini più spesso interessati da questa patologia sono il tendine del capo lungo del bicipite omerale (CLB) e il tendine del sovraspinato.

Gomito: epicondiliti (gomito del tennista) ed epitrocleiti (gomito del golfista) sono patologie molto frequenti negli sportivi o in chi compie gesti ripetitivi degli arti superiori. Possono essere molto dolorose e invalidanti. Le onde d’urto in questa sede possono essere abbastanza dolorose.

Ginocchio: tendinopatia rotulea, tendiniti post-traumatiche, tendinite della zampa d’oca.

Piede: spine calcaneari, tendinopatia del tendine d’Achille.

Tendinopatie inserzionali a carico dei muscoli adduttori della coscia.

Fascite plantare: secondo le più recenti evidenze cliniche, è una delle condizioni che meglio risponde al trattamento con onde d’urto, con miglioramenti significativi nel dolore e nella funzione a 3–6 mesi.

Pseudoartrosi e ritardi di consolidamento delle fratture: non tutte le fratture guariscono come dovrebbero o entro le tempistiche normali. Una terapia con onde d’urto a energie adeguate è in grado di fornire lo stimolo necessario all’attivazione dei normali meccanismi riparativi che portano alla guarigione del focolaio fratturativo

Rizoartrosi: artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale della mano.

Necrosi asettica della testa del femore o della testa dell’omero.

Esiti fibrotici e/o calcifici conseguenti lesioni di muscoli, legamenti, fasce

Morbo di Dupuytren.

Algoneurodistrofie.

Morbo di Haglund.

 

INDICAZIONI CLINICHE ALL’UTILIZZO DELLE ONDE D’URTO

Le onde d’urto vengono utilizzate con successo in diversi settori della medicina, in alternativa o a sostegno di altre terapie fisiche o farmacologiche.

Principali ambiti di utilizzo:

1. Ortopedia e fisioterapia

  • Tendinopatie croniche (es. tendinite rotulea, tendinite achillea, epicondilite);
  • Fascite plantare;
  • Sperone calcaneare;
  • Calcificazioni tendinee (es. spalla);
  • Borsiti;
  • Sindrome della bandelletta ileotibiale;

2. Medicina dello sport

  • Recupero post-infortunio;
  • Lesioni muscolari;
  • Tendinopatie da sovraccarico;

3. Medicina estetica

  • Trattamento della cellulite;
  • Miglioramento dell’elasticità cutanea;
  • Riduzione delle adiposità localizzate;

4. Urologia

  • Disfunzione erettile vascolare (con protocolli specifici a onde focali);
  • Malattia di La Peyronie;

 

Controindicazioni delle onde d'urto

Sebbene sia una terapia sicura, le onde d'urto presentano alcune controindicazioni da rispettare:

  • Gravidanza;
  • Presenza di tumori in prossimità dell’area trattata;
  • Infezioni acute in corso o infiammazioni locali;
  • Alterazioni della coagulazione del sangue o trattamento con farmaci anticoagulanti;
  • Portatori di pacemaker (in alcune condizioni);
  • Infiammazioni acute in atto e/o osteoporosi generalizzata (da valutare caso per caso);
  • Tromboflebiti nella zona di trattamento;
  • Epifisi in accrescimento nei pazienti pediatrici.

 

CONCLUSIONI

Le onde d’urto rappresentano una tecnologia terapeutica avanzata, sicura ed efficace per il trattamento di numerose patologie muscolo-scheletriche, estetiche e urologiche.

Il successo dipende dalla corretta valutazione clinica e dalla professionalità degli operatori sanitari che le applicano.

Se soffri di un dolore cronico o cerchi un’alternativa non invasiva ai trattamenti tradizionali, le onde d'urto potrebbero essere la soluzione valutabile, per questo consulta un medico specialista per capire se è una terapia adatta a te.