Il Centro Medico Integrato aderisce al mese della prevenzione del tumore al seno attraverso l’informazione scientifica che aiuta a comprendere l’importanza dello screening e dei corretti stili di vita con approcci multidisciplinari. In questo articolo esploriamo, attraverso evidenze scientifiche, il ruolo cruciale di un approccio integrato di professionisti sanitari (osteopati, biologi nutrizionisti, fisioterapisti, medici ecografisti, psicoterapeuti, coach, gastroenterologi e ortopedici) per ridurre il rischio e supportare chi ha già affrontato la malattia.

Il tumore al seno è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile e rappresenta circa il 30% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne in Italia. Secondo i dati epidemiologici più recenti, ogni anno si registrano oltre 55.000 nuovi casi di carcinoma mammario, con un’incidenza in costante aumento, in particolare nella fascia d’età compresa tra 45 e 69 anni. Per questo motivo la prevenzione è parte integrante della lotta contro il tumore al seno.

Lo screening mammografico costituisce lo strumento più efficace di diagnosi precoce per individuare lesioni ancora asintomatiche e migliorare significativamente la prognosi. L’efficacia dello screening è ampiamente documentata da recenti studi: le donne che partecipano regolarmente alle campagne di prevenzione riscontrano una riduzione della mortalità per tumore mammario compresa tra il 20% e il 48% rispetto a chi non aderisce ai programmi (https://annali.iss.it/index.php/anna/article/view/1501/864). Rimane comunque il problema che un’alta percentuale di donne non accede regolarmente ai controlli raccomandati. Questo evidenzia la necessità di rafforzare la rete di screening e la cultura della prevenzione che include anche un’alimentazione equilibrata, un’attività fisica regolare e la consapevolezza dei fattori di rischio.

Nel Centro Medico Integrato affianchiamo diversi percorsi di prevenzione seguiti da un team di professionisti, tra cui medico ecografista, nutrizionista, osteopata, fisioterapista e psicoterapeuta.

MEDICO ECOGRAFISTA: SCREENING E DIAGNOSI PRECOCE

Il medico ecografista svolge un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce del tumore al seno, punto cardine della prevenzione. Attraverso l'ecografia analizza la morfologia del tessuto mammario, consente di individuare alterazioni anche minime (noduli, microcalcificazioni, asimmetrie), permettendo interventi tempestivi e più efficaci e contribuendo a orientare il percorso diagnostico più appropriato.

In collaborazione con l’oncologo e il radiologo, definisce protocolli personalizzati in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio individuali, assicurando un approccio integrato e umano alla prevenzione. La sua competenza tecnica si unisce alla sensibilità nel comunicare con la paziente, offrendo un momento di controllo, e anche di cura e rassicurazione.

NUTRIZIONISTA: DIETA "ANTIINFIAMMATORIA" E CONTROLLO DEL PESO

La nutrizione rappresenta una delle leve più forti nella prevenzione del tumore al seno in quanto va a lavorare su un corretto stile di vita, portando equilibrio nell’organismo.

Uno dei fattori di rischio è l’eccesso di tessuto adiposo che agisce come un organo endocrino, producendo estrogeni, insulina e mediatori infiammatori che aumentano il rischio di tumore al seno soprattutto in età menopausale. https://www.wcrf.org/wp-content/uploads/2024/10/Breast-cancer-report.pdf

Inoltre, secondo il progetto WCRF/AICR, mantenere un indice di massa corporea (BMI) in un range di normopeso (18,5-24,9) è una delle raccomandazioni principali per ridurre i rischi di insorgenza di tumori. https://www.wcrf.org/preventing-cancer/cancer-prevention/our-cancer-prevention-recommendations

Il nutrizionista  può impostare una dieta bilanciata inserendo nella quotidianità una quota di alimenti

  • con vitamine, antiossidanti ad azione antiinfiammatoria;
  • aumento del consumo di fibra derivante da frutta, verdura, cereali integrali, legumi;
  • omega 3 e grassi “buoni” da pesce azzurro e semi oleosi;
  • limitando cibi ultraprocessati (es.: affettati), eccesso di carne rossa ed eccesso d zuccheri semplici.

In caso di sovrappeso o obesità (BMI> 25) si preoccupa del controllo energetico e della perdita di massa grassa con adeguato introito calorico ed il corretto bilanciamento di proteine grassi e carboidrati.

Inoltre, se il tumore fosse in uno stadio avanzato, in accordo con l’oncologo, è in grado di impostare una dieta personalizzata di supporto alla chemioterapia o all’intervento chirurgico in modo da favorire la risposta del sistema immunitario, migliorando l’esito della terapia. L’importanza di una dieta personalizzata risiede anche nella possibilità che il paziente sia affetto da più sindromi metaboliche, tra cui diabete, dislipidemie o altro che possono aggravare la condizione di tumore.

SCIENZE MOTORIE E FISIOTERAPISTA: ATTIVITÀ FISICA E RIABILITAZIONE

L’attività fisica è uno dei pilastri della prevenzione e del miglioramento della prognosi tumorale.

Le numerose evidenze scientifiche mostrano che l’attività da moderata a vigorosa è associata a una riduzione del rischio di cancro al seno fino al 20 %. Nei controlli post-diagnosi, la presenza di minore massa grassa è legata a mortalità specifica ridotta e l’attività fisica ricreativa mostra un’associazione protettiva sulla mortalità da carcinoma.

Il fisioterapista in accordo con lo scienze motorie può:

  • impostare programmi di esercizio individualizzato (resistenza, forza, aerobico, rinforzo muscolare, pilates);
  • assistere nella riabilitazione post-chirurgica (mobilizzazione spalla, riabilitazione muscolare);
  • monitorare corrette posture nell’attività fisica e nella vita quotidiana, in collaborazione con l’osteopata.

I programmi sono impostati nel rispetto della tolleranza individuale, delle condizioni cliniche e delle fasi di trattamento oncologico, in collaborazione e costante comunicazione con il medico curante.

OSTEOPATA: RUOLO NELLA PREVENZIONE POST-INTERVENTO

L’osteopata non è una figura “canonica” per la prevenzione oncologica, ma ha un ruolo complementare, specialmente in donne che hanno subito interventi chirurgici.

Tramite a tecniche osteopatiche, l’osteopata lavora per migliorare la circolazione linfatica e a mitigare il linfedema, che può insorgere dopo interventi chirurgici o a seguito di radioterapia.

  • migliora mobilità e postura;
  • trattamento delle cicatrici a seguito di interventi come mastectomia, dissezioni linfonodali o altro.
  • può contribuire a ristabilire equilibrio posturale, migliorare la mobilità della spalla e del braccio e dei tessuti interessati da interventi chirurgici.

Infine si occupa del benessere globale della persona nella gestione dello stress: un approccio corporeo completo può coadiuvare il benessere fisico e psichico, integrando e collaborando lo psicoterapeuta e sostenendo l’attività fisica (pilates, ginnastica posturale, ecc.).

L’osteopata lavora in sinergia con medici, ecografisti, fisioterapisti per garantire che i trattamenti manuali siano sicuri e personalizzati.

per informazioni osteopata montefiori matteo o appuntamenti https://www.miodottore.it/matteo-montefiori/osteopata/milano?utm_source=widget-null&utm_medium=link

PSICOTERAPEUTA: BENESSERE EMOTIVO DOPO INTERVENTO

Il benessere psicologico è essenziale nella fase post trattamento, soprattutto a seguito di intervento chirurgico (mastectomia, quadrantectomia, dissezione linfonodale). È altrettanto essenziale come supporto a seguito di diagnosi maligna, nelle terapie di supporto (chemio, radio), quando il carico emotivo e fisico è intenso.

Nella fase preventiva, lo psicoterapeuta accompagna la persona passo dopo passo, motivandola a compiere scelte consapevoli, ad affrontare con serenità i controlli e a coltivare la capacità di prendersi cura di sé. Aiuta ad accogliere ed elaborare le paure e i cambiamenti, vissuti anche dopo la malattia oncologica, come la paura di recidive o l’alterazione dell’immagine corporea.

Un equilibrio emotivo stabile aiuta a essere più presenti, costanti e fiduciosi. La persona è più serena, segue meglio i controlli, l’alimentazione e l’attività fisica, rendendo sia la prevenzione che la cura più efficace e duratura.

CONCLUSIONE

La sinergia e l’integrazione dei vari professionisti sanitari e la specificità delle loro decisioni sono fondamentali per la prevenzione e la cura del tumore al seno.  È doveroso precisare che non esiste un modo per “garantire” che il tumore non si manifesti, ma esistono azioni per ridurre i fattori di rischio, diminuendo la probabilità che il tumore si presenti e migliorando la prognosi.

In merito alla prevenzione, però, si possono compiere ancora molti passi in avanti. Infatti, l’adesione alle raccomandazioni è spesso bassa; meno del 10 % delle donne raggiunge tutti gli obiettivi nutrizionali e di attività fisica. Inoltre, il supporto psicoterapeutico va incentivato perché la mente è un veicolo su cui far leva per migliorare la prognosi, la fragilità psicologica porta anche ad una scarsa continuità nel follow-up: molte donne interrompono i controlli dopo i primi anni o non completano i percorsi di prevenzione secondaria.

A livello territoriale si presentano delle disparità socio-economiche abissali; in Italia, ad esempio, la partecipazione ai programmi di screening varia significativamente tra Nord e Sud, con differenze fino al 20 % nella copertura (ISS 2023);

In ultima analisi la disinformazione e le fonti non scientifiche o la diffusione di messaggi non verificati riduce la fiducia nelle campagne di prevenzione e può indurre a comportamenti inefficaci o rischiosi. Torniamo, quindi, all’importanza degli approcci multidisciplinari da noi adottati al Centro Medico Integrato; in quanto siamo convinti che se le figure sanitarie non lavorano in sinergia viene ridotta l’efficacia degli interventi.